Cross-Linking

È una metodica volta a "rinforzare" la struttura della cornea affetta da cheratocono mediante il consolidamento dei legami tra le fibre del collagene corneale.
Nel cheratocono tali legami sono molto più lassi rispetto alla cornea normale: questo determina lo scivolamento patologico delle lamelle corneali ed il conseguente sfiancamento della geometria corneale nel tempo.
Il CROSS-LINKING, aumentando il numero e la forza dei legami tra le lamelle, rallenta la deformazione corneale nel tempo.

La tecnica prevede

  • L'asportazione o meno dell'epitelio corneale
  • L'instillazione di un collirio a concentrazione definita di riboflavina (vitamina B2 iso od ipotonica, a seconda dello spessore minimo della cornea) che deve penetrare negli strati superficiali ed intermedi del tessuto corneale
  • La successiva irradiazione della cornea con radiazioni UVA a basso dosaggio per un tempo determinato
  • L'applicazione di una lente a contatto terapeutica per 2-4 giorni
  • L'instillazione di colliri antibiotici, antinfiammatori, lubrificanti per qualche settimana e l'assunzione di farmaci antidolorifici per via sistemica per pochi giorni

I risultati ottenuti si valutano qualche settimana dopo il trattamento.

L’indicazione al trattamento è nelle forme di cheratocono evolutivo, mediamente entro i 40-45 anni.
Alla luce degli ottimi risultati ottenuti

  • Stabilizzazione della geometria corneale in quasi tutti i pazienti.
  • Riduzione progressiva, fino a due anni post intervento, dello sfiancamento corneale, con miglioramento delle qualità geometriche della cornea e conseguente miglioramento visivo in un’alta percentuale di pazienti
  • Pressochè totale assenza di complicanze

l’indicazione all’intervento è ora estesa ai casi esorditi a partire dai 12 anni, purchè sia documentata la progressione del cheratocono (Tomografia corneale). L’intento è quello di impedire l’evoluzione dello sfiancamento corneale provvedendo al rinforzo strutturale del tessuto il più precocemente possibile, trattando un tessuto corneale ancora poco compromesso, minimizzando il danno visivo.

Nel periodo compreso fra uno e tre mesi post intervento, è possibile una modesta riduzione dell’acuità visiva legata a transitorio incremento dell’ectasia. A partire dal terzo mese si creano i nuovi legami tra le lamelle corneali, la struttura si consolida e l’ectasia ritorna dapprima ai valori pre operatori e successivamente si riduce nella maggior parte dei casi.

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