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SMILE - l’ultima frontiera della chirurgia refrattiva

Dal primo intervento eseguito nei primi anni 90, la chirurgia refrattiva corneale ha subito importantissime evoluzioni, migliorando la tecnica chirurgica e i risultati ed accorciando i tempi di recupero.

L’ultima frontiera delle tecniche di correzione laser dei difetti visivi si chiama Small incision lenticule extraction, detta SMILE, una tecnica innovativa perché minimamente invasiva e senza necessità di creare un flap corneale. Questa procedura chirurgica prevede l'impiego di un laser a femtosecondi di ultima generazione da 500Hz (Visumax, Carl Zeiss Meditec) per creare un lenticolo stromale corneale, la cui geometria è definita con estrema precisione per neutralizzare il vizio refrattivo. Tale lenticolo è poi estratto attraverso una piccola incisione a tunnel della cornea stessa. Il tutto avviene senza impiego di laser ad eccimeri e senza la necessità di creare un flap corneale (come prevede la tecnica LASIK). La procedura SMILE documenta risultati refrattivi analoghi alla tecnica LASIK, con eccellenti risultati post operatori:

  • Recupero visivo e funzionale più rapido
  • Eliminazione del rischio di complicanze legate al flap
  • Maggiore stabilità biomeccanica dell’occhio
  • Minor incidenza dell’occhio secco in fase post operatoria
Tecnica Smile

La tecnica SMILE può correggere miopia e astigmatismo; la correzione dell’ipermetropia con questa tecnica è ancora in fase di studio e per il momento si predilige il trattamento LASIK o LASEK.

Il trial clinico dell'FDA in USA è iniziato nel 2012 e nel settembre 2016 la tecnica ha ottenuto l'approvazione dell'FDA.

Al di fuori degli USA, la procedura SMILE viene eseguita in 150 centri in 38 paesi.

Descrizione dettagliata della tecnica chirurgica SMILE

Nella fase iniziale della procedura SMILE il letto operatorio viene sollevato fino a portare l'occhio del paziente a contatto con il dispositivo per la suzione, che viene quindi attivata per mantenere l'occhio fissato ed immobile nella posizione corretta mentre il laser effettua il taglio del lenticolo e del tunnel di servizio.

Dapprima viene creata l'interfaccia inferiore, con azione centripeta, per minimizzare il tempo in cui il paziente avrà una visione centrale offuscata, successivamente l'interfaccia superiore, con andamento centrifugo, da ultimo l'incisione del tunnel di 2–3 mm (di solito supero-temporale) che collega l'interfaccia del lenticolo con la superficie corneale.

Per impedire qualsiasi effetto indesiderato sulla cornea, quale nebulosità o opalescenza, le due interfacce sono create a partire dal versante endoteliale verso il versante epiteliale.

Il paziente viene quindi trasferito al microscopio chirurgico, per la separazione e l' estrazione del lenticolo, con l'impiego di una micro pinza o di uno apposito stripper.

Nella fase di pianificazione dell'intervento, il chirurgo seleziona i seguenti parametri:

  • spessore del cap
  • diametro del cap
  • angolo di taglio laterale del cap
  • valore della correzione refrattiva
  • diametro del lenticolo (condizionante la zona ottica)
  • angolo periferico del lenticolo
  • spessore minimo del lenticolo (per differenziale agevolmente l'interfaccia superiore dall'inferiore)

La Dott.ssa Bianchi utilizza la tecnica SMILE sui pazienti idonei. Per più informazioni cliccate qui.

La tecnica SMILE è giá stata adottata da i più esperti chirurghi mondiali, che ne riconoscono i vantaggi chirurgici e post-operatori.

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